Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta due persone che si stanno tatuando a vicenda, in una caverna davanti ad un fuoco.

Origini Tatuaggi e Storia

🌟La Nascita del Tatuaggio: Un Segno Antico Quanto l’Uomo

Origini Tatuaggi e Storia: da Ötzi ai popoli antichi, un viaggio punto per punto per nazione.

L’arte di incidere la pelle in modo permanente, nota oggi come tatuaggio (dal tahitiano tatau, che significa “marcare” o “colpire”), è una delle pratiche umane più antiche. Non è solo decorazione: era un linguaggio, una protezione, uno status e un rito.

I primi esempi documentati di tatuaggi risalgono a oltre 5.000 anni fa, dimostrando che questa pratica ha radici nella Preistoria.

🗓️ Da Quando Esistono i primi Tatuaggi?

 La datazione più sorprendente e precisa ci arriva dalla scoperta di un corpo eccezionalmente conservato:

3370–3100 a.C. circa: La datazione di Ötzi, l’Uomo venuto dal ghiaccio, ritrovato sulle Alpi italiane. Il suo corpo presenta 61 tatuaggi terapeutici (linee e croci), realizzati in corrispondenza di zone che mostravano segni di artrite. Questi sono considerati i tatuaggi più antichi e meglio conservati al mondo.

1. Otzi L’Uomo venuto dal Ghiaccio:

Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta. Ötzi, l'Uomo venuto dal Ghiaccio.

🌍 Tatuaggi Nazione per Nazione: Le Prime Tracce

L’arte del tatuaggio si è sviluppata in modo indipendente in molte culture. Ecco alcuni dei ritrovamenti e delle tradizioni più antiche per area geografica:

🇪🇬 Antico Egitto (circa 2000 a.c.)

2. Antico Egitto

Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta due donne che si stanno tatuando. Nell'Antico Egitto.

Un’immagine che evoca l’Antico Egitto, mostrando una sacerdotessa o una donna di alto rango con delicati tatuaggi geometrici o simbolici (come punti o piccole figure) sul corpo, in un contesto che richiama i templi o i riti dell’epoca.

  • Ritrovamenti: Tatuaggi sono stati rinvenuti sulle mummie di donne (spesso sacerdotesse) datate intorno al 2000 a.C.
  • Significato: Inizialmente associati a donne di alto rango o con funzioni religiose e protettive (soprattutto contro le malattie o per propiziare la fertilità), l’uso si diffuse anche per motivi puramente estetici.

🇨🇳 Cina (circa 2000 a.c.)

5. Cina Antica

Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta un tatuatore maschio che sta tatuando una donna. Nell'Antica Cina.

Un’immagine che evoca la Cina antica, mostrando una persona con semplici tatuaggi (linee o simboli discreti) che potrebbero indicare l’appartenenza a un gruppo o un marchio punitivo, in un contesto che richiama l’architettura o i paesaggi dell’epoca. L’atmosfera è più sobria per riflettere gli usi sociali del tatuaggio in quel periodo.

  • Diffusione: Il tatuaggio si diffuse in Cina in un periodo relativamente tardo rispetto ad altre culture, intorno al 2000 a.C.
  • Significato: In vari periodi e contesti, furono usati per marcare criminali o per indicare l’appartenenza a specifici gruppi.

🇷🇺 Asia Centrale (Cultura Pazyryk, circa 500 a.C.)

3. Asia Centrale (Cultura Pazyryk)

Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta Persona di sesso femminile che crea Tatuaggi, sul braccio di una Ragazza. Asia Centrale.

Un’immagine ispirata alla “Principessa di Ukok” o a un guerriero Pazyryk, con tatuaggi elaborati raffiguranti animali stilizzati (cervi, grifoni) sul braccio o sulla spalla, in uno stile che riflette l’arte scita e il paesaggio della steppa siberiana.

Asia Centrale.

Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta. Asia Centrale.
  • Ritrovamenti: La “Principessa di Ukok” (mummia siberiana) e l’”uomo di Pazyryk” presentano tatuaggi complessi raffiguranti scene con animali (cervi, grifoni).
  • Significato: L’alta qualità artistica e la complessità suggeriscono un alto status sociale e un profondo significato rituale o spirituale.

🇬🇷🇮🇹 Mondo Greco Romano

6. Mondo Greco-Romano

Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta Persona di sesso maschile che tatua sul braccio di un Uomo. Mondo Greco-Romano.

Un’immagine che mostra un maestro tatuatore che sta tatuando il braccio di un uomo del Mondo Greco-Romano.

 

  • Grecia (VIII sec. a.C. in poi): I Greci appresero la pratica dai Persiani. La usavano per marcare spie (per identificarne il rango) o, in modo dispregiativo, schiavi e criminali.
  • Roma: Similmente ai Greci, i Romani consideravano il tatuaggio come uno stigma sociale, riservandolo a schiavi, prigionieri e criminali, fino a quando l’imperatore Costantino lo vietò (325 d.C.) a seguito della sua conversione al Cristianesimo.

🏝️ Polinesia (oltre 3000 anni fa)

4. Polinesia (Maori)

Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta Persona di sesso maschile che tatua sul braccio di un Uomo. Polinesia Maori.

Un’immagine che mostra un maestro tatuatore che sta tatuando un guerriero Maori con un intricato Moko facciale e corporeo. L’immagine dovrebbe catturare la dignità e la forza, con i complessi disegni a spirale e curvilinei che raccontano la storia del suo lignaggio.

  • Tradizione: La Polinesia (da cui deriva la parola tatau) è una delle culle dell’arte del tatuaggio come la intendiamo oggi, con una tradizione continua e ricca.
  • Significato: Tatuaggi (come il Maori Moko) raccontavano l’identità dell’individuo, il suo lignaggio, il suo status e le sue imprese. Erano considerati sacri e vitali.

🇯🇵 Giappone (periodo Yayoi, 300 a.C. – 300 d.C. circa)

7. Giappone (Irezumi/Horimono)

Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta Persona di sesso maschile che tatua sul braccio di un Uomo. Giappone (Irezumi/Horimono).

Un’immagine che mostra un maestro tatuatore (horishi) giapponese che lavora con la tecnica tradizionale Tebori (a mano libera, senza macchinetta) su un cliente. Il tatuaggio è un intricato Irezumi a corpo pieno, con motivi classici come draghi, koi, fiori di ciliegio o onde. L’ambiente è un dojo o uno studio tradizionale giapponese, con un’atmosfera di calma e meticolosità artistica.

Giappone.

Origini Tatuaggi e Storia. Rappresenta. Giappone.
  • Primi usi: Le prime attestazioni (sebbene non confermate) risalgono al V secolo a.C., ma il tatuaggio (Irezumi o Horimono) fiorì nel periodo Edo per motivi estetici e come segno di appartenenza.
  • Ainu: Anche le popolazioni indigene Ainu si tatuavano per scopi rituali, soprattutto le donne sul volto, per bellezza e protezione spirituale.

🛠️ Strumenti e Colori: L’Arte dell’Incisione

Le tecniche di tatuaggio primitive erano notevolmente efficaci, basandosi sull’incisione o la puntura della pelle per iniettare pigmenti.

🔪 Strumenti Tradizionali

Gli strumenti variavano in base alla nazione e alla cultura, ma tutti si basavano sul principio di penetrare la pelle in modo controllato:

  • Aghi, spine e ossa affilate: Nelle prime culture, come per Ötzi, si utilizzavano strumenti sottili e appuntiti (come spine di agrumi, ossa di animali o aghi di bronzo) per pungere la pelle e poi strofinare il pigmento nella ferita.
  • Tecnica del “Tapping” (Polinesia): Strumenti a forma di pettine realizzati con ossa, conchiglie o denti di squalo erano immersi nel pigmento e poi battuti sulla pelle con un piccolo mazzuolo di legno, producendo il tipico suono “ta-tu”.
  • Tebori (Giappone): Un insieme di aghi montati su un manico di legno, spinti manualmente nella pelle con un movimento rapido e preciso, una tecnica ancora in uso.
  • Incensamento (Antico Egitto/Asia): In alcune pratiche, si usavano piccoli coltelli per incidere la pelle e poi si strofinava il pigmento nella ferita.

Usavano Colori e Terre?

Assolutamente sì. I tatuaggi antichi erano quasi sempre realizzati con pigmenti naturali derivati da terre, minerali e piante.

  • Colore Principale: Nero-Blu scuro. Il colore più comune era il nero o blu scuro, ottenuto da:
    • Carbone di legna o fuliggine (spesso mescolati con acqua, latte materno, urina o oli).
    • Cenere di piante o legni specifici (ad esempio, il legno di sandalo o altri legni aromatici).
  • Altri Colori: Sebbene meno comuni e più difficili da preservare nelle mummie, sono stati utilizzati anche altri colori:
    • Rosso/Marrone: Estratti da minerali a base di ossido di ferro o ocra.
    • Giallo/Verde: Meno comuni, ottenuti da vegetali o minerali specifici.

Questi pigmenti venivano macinati finemente e miscelati con un liquido (spesso acqua, ma talvolta anche olio, grasso animale o albume d’uovo) per creare un inchiostro applicabile in modo permanente.

                                                                                                                                                                   Luca Laganà

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