Frutto di cacao in Costa Rica aperto su legno, con semi bianchi visibili durante un tour nella finca del popolo Bribrí.

Cacao in Costa Rica e oro nero: l’anima di una terra

Un viaggio tra natura e tradizioni

Cacao in Costa Rica e oro nero: un’avventura tra piante di caffè, foreste incontaminate e antiche tradizioni Bribrí. Ho sperimentato la lavorazione tradizionale e la degustazione del “nettare degli Dei”.

E all’interno della finca, mi sono immersa in un ecosistema pulsante tra anfibi, rettili selvatici e piante tradizionali. È stato un viaggio sensoriale tra natura e cultura davvero indimenticabile.

Il Costa Rica, terra di caffè e cacao

Il Costa Rica è famoso per la coltivazione di caffè, ma nella zona di Talamanca soprattuto per il cacao.

La varietà del caffè è arabica ed è l’unica coltivata in tutto il paese. Il gusto e l’aroma, variano in base alla regione di coltivazione, ai terreni e all’altitudine  a cui viene coltivato.

          Una pianta preziosa che ricopre le montagne

La valle del caffè è un paesaggio assai particolare che possiamo vedere scendendo dalla capitale verso l’Atlantico.

Piantagioni di caffè verde a Turrialba, tappa del viaggio verso la scoperta del cacao in Costa Rica e delle tradizioni locali.
Piante di caffè nella Valle del caffè (Turrialba)

Attraversando i dintorni di Turrialba (a pochi chilometri San José, in direzione sud-est) ci si trova immersi in un paesaggio spettacolare.

Le piante di caffè, basse e ricche di bacche rosse, si estendono a perdita d’occhio lungo i fianchi delle montagne.

A differenza delle coltivazioni a filari, qui le piante crescono in modo più naturale, offrendo uno scenario unico che avvolge entrambi i lati della strada. Queste piantagioni, hanno dato il nome di valle del caffè al territorio.

Alla scoperta del cacao in Costa Rica

Nella regione di Talamanca, sita a sud-est rispetto alla capitale (e confinante con lo stato di panama) invece, la coltivazione principale è il cacao.

Romina tosta fave di cacao in Costa Rica usando una grande pentola su fuoco vivo in una cucina tradizionale all'aperto.
Tostatura tradizionale delle fave di cacao

Se il caffè è il protagonista in altre zone,la regione di Talamanca è la vera capitale del cacao.

Qui, insieme a mio marito, abbiamo deciso di immergerci completamente nella cultura locale, scegliendo un tour che ci avrebbe permesso di scoprire il mondo di questa antica pianta, simbolo di tradizione e storia.

A guidarci è stato Robert, un discendente del popolo indigeno Bribri, custode delle tradizioni del cacao. Il suo legame con la terra ci hanno fatto sentire come parte di una lunga storia che affonda le radici nel lontano passato .

Le radici storiche del cacao in Costa Rica

La coltivazione del cacao in Costa Rica è stata profondamente influenzata dalla migrazione dei giamaicani

In origine, i Bribri  erano gli unici produttori, ma con l’arrivo dei giamaicani il monopolio del commercio cambiò.

La crescente ricchezza della zona attirò l’attenzione del governo spagnolo, che finì per intervenire drasticamente, modificando per sempre l’equilibrio economico e sociale del territorio (ora i bribri come altre minoranze local, vivono in territori specifici).

Il cacao e la lavorazione tradizionale

Abbiamo fatto un’esperienza attiva molto interessante

Pasta di cacao in Costa Rica e banane arrosto su foglie, con cioccolata calda all'acqua durante un tour a Talamanca.

In un mondo dove il cioccolato industriale domina gli scaffali, abbiamo avuto l’occasione di immergerci in un’esperienza unica, riscoprendo le antiche tecniche di lavorazione del cacao.

Dalla tostatura delle fave in pentole di ferro, disposte su fuochi vivi per circa 10 minuti, alla macinatura con grandi pietre, alla setacciatura, ogni passaggio del processo è stato eseguito secondo tradizioni secolari che conferiscono al prodotto finale una qualità a dir poco strepitosa!

Il cacao, una volta lavorato, viene trasformato in una pasta densa e ricca, grazie a una specie di tritacarne, che porta il frutto al suo stato più puro: una pasta densa e scura.

Eppure, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il risultato non ha il gusto amaro che noi conosciamo, ma un sapore più delicato e morbido, che stupisce.

Io e mio marito, abbiamo avuto la possibilità di assaporarlo in due versioni: come cioccolata calda “antica”, preparata con acqua invece che con latte, e accompagnato da una banana arrostita, entrambe molto buone e golose.

Un viaggio tra le piante della foresta

La nostra visita si è svolta in una piccola finca, una fattoria immersa nella vegetazione, dove ogni pianta ha un ruolo preciso

Robert, ci ha mostrato la varietà di piante utilizzate dai suoi antenati nella vita quotidiana: dal cacao al caffè, fino a piante come quella della gomma e del caucciù.

Abbiamo persino visto come, sfibrando una foglia, fosse possibile ottenere filamenti per tessuti e corde.

L’anima del cacao in Costa Rica si svela in dettagli preziosi: minuscole tipiche rane rosse brillano nelle vasche tra la vegetazione, mentre i gechi sorvegliano silenziosi i rami.

L’eredità culturale del popolo Bribrí

La visita è proseguita all’interno della capanna tradizionale, un luogo in cui ogni elemento architettonico ha un significato simbolico

Qui, qui la nostra guida oltre a raccontarci il significato simbolico di ogni parte della capanna, ci ha raccontato che tutto ciò che stavamo vedendo, è importante per la trasmissione delle tradizioni alle nuove generazioni, un aspetto fondamentale per preservare la cultura Bribrí.

Un pranzo tra tradizione e autenticità

Prima di partire per la nostra prossima destinazione, abbiamo pranzato in modo tradizionale all’interno della finca 

Il cibo tradizionale è stato servito in una ciotola ricavata da una foglia di banano, rispettando le antiche usanze. Tentando di prendere un cucchiaio, sono stata subito redarguita da una guida che mi ha ricordato che qui si mangia con le mani.

Il mangiare con le mani, è stato un gesto semplice ma profondamente liberatorio, che mi ha riportato alle nostre origini più autentiche.

Il tamarindo:

da frutto amaro a bevanda rinfrescante

Spesso associato a un gusto aspro, il tamarindo può sorprendere

Durante il viaggio in Costa Rica, abbiamo avuto modo di assaggiarlo sotto forma di spremuta fresca  e la mia percezione, visto che non l’avevo mai bevuto prima, è cambiata completamente rispetto all’idea che avevo del suo gusto.

Un sapore intenso, ma equilibrato, capace di rinfrescare e conquistare il palato.

E’ un sapore agrumato che descrivere non saprei perchè non è paragonabile a nessun agrume che conosco.

Dopo il pranzo, prima di ripartire abbiamo fatto visita al piccolo negozietto di souvenir presente.

Si poteva trovare artigianato realizzato dai Bribri come le noci di cocco dipinte o collane con semi di piante molto particolari e molto altro.

Io e mio marito abbiamo deciso, di contribuire ulteriormente all’economia del posto portando a casa qualche oggetto per i nostri amici e parenti più stretti.

Un incontro con la natura:

la cascata di Talamanca

Natura ed energie che partono dall’acqua e dalla terra

Grande cascata di Talamanca tra la vegetazione tropicale, meta finale del tour dedicato al cacao in Costa Rica.

Nel pomeriggio, la nostra guida ci ha condotto verso una delle meraviglie naturali della zona: una maestosa cascata con laghetti naturali.

Qui, alcuni hanno approfittato dell’acqua fresca per un bagno rigenerante.

Tuttavia, ho scelto di vivere il luogo in un modo diverso, dedicandomi a una meditazione che definisco “mettersi in ascolto”, un’esperienza meno ludica ma profondamente spirituale che mi ha fatto godere a pieno del luogo.

Un’esperienza indimenticabile tra natura e cultura

Questa escursione,  è stata molto più di una semplice visita turistica

È stato un vero e proprio incontro con la cultura indigena, la storia del cacao e la bellezza incontaminata della natura costaricana.

Un’esperienza che ha lasciato un segno indelebile nel cuore.

Voi avete mai fatto un’esperienza simile nei vostri viaggi?! La considerata una trappola per turisti oppure un’esperienza autentica? Scrivetelo nei commenti.

Romina Godin

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